Chi siamo?

PiCo è la prima piattaforma in Italia che propone percorsi di formazione continua in Psicomotricità, online e in presenza, dove aspetti teorici si integrano a stimoli pratici e sperimentazioni personali.

PiCo è nata per soddisfare il bisogno di formazione in Psicomotricità attraverso proposte originali, innovative e coinvolgenti.

PiCo è composto da un team di esperti che arriva da diversi ambiti della Psicomotricità e condivide professionalità, competenza e passione.

PiCo è la Psico senza la S: la Psicomotricità senza i bambini, ma con i bambini sempre in mente.

Margherita Bauducco

Nata professionalmente come Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, dal mondo adulto mi accorgo di voler tornare […]

Fabio Porporato

Mi ha sempre affascinato lo sguardo un po’ sbilenco e irriverente che hanno i bambini. […]

Cosa vogliamo?

PiCo propone percorsi di formazione di qualità che rappresentano un’opportunità di crescita professionale e personale. Riteniamo che l’aggiornamento sia un bisogno strutturale di ogni professionista che si occupa di Psicomotricità.

PiCo si occupa di pensare e progettare nei minimi dettagli, insieme ai membri del suo team, corsi di formazione continua in Psicomotricità.

PiCo crede nelle contaminazioni, nelle sperimentazioni e per questo troverete ogni mese corsi innovativi e pensati con cura.

PiCo è dedicato agli psicomotricisti e, più in generale, a tutti i professionisti operanti all’interno del mondo della Psicomotricità.

LO SVILUPPO DELLE CONNESSIONI CORPOREE TRA ANATOMIA E IMMAGINARIO

Sabato 8 Maggio 2021 
h. 9.00 – 12.30  

Il corso si prefigge lo scopo di formare gli operatori rispetto alle seguenti aree di interesse

  • I Fondamentali del movimento e i loro principi secondo Bartenieff
  • L’organizzazione delle connessioni corporee in pattern di movimento secondo i Modelli Cinetici dello Sviluppo Motorio: esperienza pratica, riflessioni, elementi teorici (funzioni e implicazioni relazionali)
  • L’utilità del lavoro sui Fondamentali: ambiti di applicazione e i passaggi per trasformare i pattern

    Quadro di riferimento teorico: l’Analisi del Movimento nella DanzaMovimentoTerapia.

Il movimento è connessione. Ad ogni nostro movimento creiamo e trasformiamo relazioni di noi con noi stessi, di noi con gli altri e di noi con il mondo.

La capacità di tessere relazioni nasce dall’interno del corpo, dall’esperienza che ciascuno di noi può fare delle interconnessioni esistenti fra le diverse parti del corpo e dal successivo processo di integrazione che le organizza in pattern di movimento. A questi pattern interni corrispondono specifiche acquisizioni, funzioni e abilità inerenti le nostre modalità di entrare in relazione con il mondo esterno, di mettere in connessione il dentro con il fuori.

Lo sviluppo delle connessioni corporee ha un ruolo fondamentale nel formarci come esseri senzienti, pensanti, animati, pienamente umani e incarnati nel mondo. Esplorando i nostri modi abituali di creare connessioni interne possiamo quindi scoprire qualcosa del nostro modo di entrare in relazione con il mondo esterno, così come osservando i nostri modi abituali di entrare in relazione con il mondo esterno possiamo comprendere qualcosa sul nostro modo di organizzare connessioni interne.

In ogni movimento la dimensione funzionale e quella espressiva sono intimamente connesse. Le connessioni possono rivelare blocchi, adattamenti, capacità creative. Sostenere il loro sviluppo e la loro attivazione favorisce l’integrazione, arricchisce l’interazione con l’ambiente, supporta lo sviluppo di coordinazioni e movimenti complessi, facilita l’apprendimento di virtuosismi tecnici, incrementa le capacità di espressione di sé nel mondo.

In questo corso esploreremo lo sviluppo delle connessioni corporee e la loro organizzazione in pattern di movimento precoci facendo specifico riferimento al lavoro di Irmgard Bartenieff e Peggy Hackney, che nei loro studi sui fondamenti del movimento e sui modelli cinetici dello sviluppo motorio intrecciano gli aspetti qualitativi del movimento alla prospettiva della fisioterapia.

Alternando proposte esperienziali, contenuti teorici e spunti applicativi ci soffermeremo sulla relazione fra intenzione e azione, fra espressività ed efficienza funzionale, fra immagini poetiche e anatomia, evidenziando l’importanza di integrare queste dimensioni per sviluppare un movimento pienamente vivo, che sia prevalentemente orientato alla prestazione o che sia di carattere maggiormente espressivo.

Esploreremo i modelli cinetici di connessione corporea nella loro progressione evolutiva a partire dal respiro fino alla coordinazione controlaterale, giocando a transitare da stimoli propriocettivi a suggestioni poetiche, a oscillare tra biomeccanica e simbolismo, osservando come le immagini possano stimolare cambiamenti funzionali e come modifiche funzionali possano stimolare cambiamenti nelle immagini.

Fiorella Rubino si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

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PSICOMOTRICITÁ IN GRAVIDANZA

Sabato 22 Maggio 2021 
h. 14.00 – 17.30  

Nel corso esploreremo i seguenti temi:

  • Come è cambiata l’immagine della maternità
  • Il corpo tonico-emozionale
  • Bisogni della madre e bisogni del bambino
  • Il legame di attaccamento
  • Competenze dello psicomotricista nella gestione di un percorso per donne in gravidanza
  • Professionalità a confronto

Da sempre la psicomotricità si interessa al corpo come spazio psichico, come espressione di sé e come mediatore primordiale di comunicazione, sostenendone la multidimensionalità e permettendo così di cogliere, esplorare e sostanziare il concetto di  globalità psico-corporea e psicomotoria.
La gravidanza è il periodo della vita in cui la donna affronta i maggiori cambiamenti corporei, emotivi e psichici; nove mesi in cui il corpo vive una nuova esperienza e nello stesso momento ne ricorda una, o più, antica, molto spesso senza che ve ne sia consapevolezza, ma che il corpo rimembra.

La proposta psicomotoria si pone  quindi come un sostegno, in cui corporeità ed emotività possono esprimersi ed essere riconosciuti, in uno spazio di non giudizio e di accettazione incondizionata, inserendosi a pieno titolo nell’ambito della prevenzione e della promozione del benessere della diade madre-bambino.
Inoltre, ingredienti essenziali dell’approccio psicomotorio come la ricerca corporea non strutturata in esercizi predefiniti, l’esplorazione dello spazio e la gestione personale del tempo sono strumenti indispensabili e spendibili che le donne potranno aggiungere “alla valigia del parto”.
Le tecniche di rilassamento, poi ,contribuiscono a favorire il dialogo tonico tra madre e bambino, in una dimensione di profonda comunicazione corporea, rendendo più concreto il radicarsi di un buon legame di attaccamento e fornendo alla mamma uno spazio di protezione e strumenti per gestire lo stress.

Sara Pauletto si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

 

online

3.5 h

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LA VISIONE COME NON L’AVETE MAI VISTA: dalla pratica alla teoria

Sabato 29 Maggio 2021 
h. 9.00 – 12.30 e 14.00 – 16.00

Avrete sentito parlare mille volte di visione, in termini anatomici e/o fisiologici.

Tutto chiaro, allora: ci sono gli occhi, che si occupano di portare le immagini al cervello.

Avrete sentito parlare di “vizi di refrazione”, quando il fuoco non cade sulla retina: miopia, ipermetropia, astigmatismo…

Quello che è più difficile comprendere è perché un bimbo perfettamente corretto, con occhiali o lenti, o un bimbo perfettamente emmetrope, dovrebbe preferire avvicinarsi al foglio per leggere, o stare storto con il capo.

O perché un bimbo perfettamente corretto con occhiali o lenti, o un bimbo perfettamente emmetrope dovrebbe preferire guardare da sopra l’occhiale.

O ancora perché un bimbo senza evidenti segni patologici di congiuntivite o altro dovrebbe, durante l’attività prossimale (lettura e scrittura), presentare sintomi astenopici come il bruciore, la lacrimazione, l’aumento dell’ammiccamento.

Proveremo a rispondere a tutte queste domande attraverso un piccolo percorso neurologico, partendo dal momento in cui la luce cade sulla retina, tentando di dimostrare quanto gli occhi siano organi essenziali che, insieme agli altri sensi, partecipano a costruire un’immagine nel nostro cervello, e quanto le esperienze passate ci aiutino a “trarre significato” da ciò che vediamo, che crediamo di vedere, o che crediamo di aver visto.

Proveremo a spiegarlo in termini teorici, ma soprattutto pratici, sperimentando la visione e le sue regole, e ad integrarle con le altre abilità motorie, percettive, di spazio e tempo.

In altre parole, “giocheremo con la Multisensorialità” per trasferire le esperienze pratiche e teoriche nella pratica professionale di tutti i giorni.

Silvio Rapaglià si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

5.5 h

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Presentazione

Ecco chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.

Settembre 1, 2020

Nuovi inizi

Ci sono stati tempi nei quali Settembre era un mese difficile e faticoso per me. Perché rappresentava, prima di tutto, la fine delle vacanze ed iniziava di nuovo la solita vita con i soliti ritmi.

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Luglio 16, 2020

Sostare nella fatica. So stare nella fatica?

Ci sono alcuni giorni nei quali fare un lavoro di cura con i bambini è […]

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Luglio 16, 2020

Lo sguardo

All’inizio fu il contatto, poi il contatto si trasformò e lo sguardo accorciò le distanze. […]

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Luglio 16, 2020

Scattiamoci

Quando si è talmente presi dal creare lo scatto giusto con la giusta apertura, la […]

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Giugno 17, 2020

Quando tutto va storto, resta storto anche tu!

Oggi è un giorno strano, uno di quei giorni nei quali tutto va storto e […]

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Picopillole

“Divenire sensibili alla comunicazione vuol dire prima di tutto essere consapevoli dello scambio di messaggi tra me e l’altro. Riuscire a comprendere in cosa consiste questo messaggio tonico emozionale in me stesso, vuol dire sapere cosa dico a me stesso e cosa trasmetto all’altro. Leggere nell’altro tale dialogo può aiutare a comprendere il suo cammino interiore nel senso letterale di prendere con sé.”

J. Lerminiaux

“Il corpo in movimento, nella sua agitazione emozionale e creatrice, non è ammesso nella scuola se non durante la “ricreazione”… É la vita troppo a lungo contenuta che esplode. Da parte nostra, è precisamente questa vita, questo movimento, che ci interessano e con i quali vogliamo lavorare, perché sono la sola espressione autentica del bambino:”

A. Lapierre, B. Aucouturier

”Se il bambino saprà giocare e vivere bene il proprio corpo nelle emozioni suscitate dal piacere del gioco sensomotorio, lentamente potrà superare la paura che blocca l’uso del linguaggio”

G. Nicolodi

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