Chi siamo?

PiCo è la prima piattaforma in Italia che propone percorsi di formazione continua in Psicomotricità, online e in presenza, dove aspetti teorici si integrano a stimoli pratici e sperimentazioni personali.

PiCo è nata per soddisfare il bisogno di formazione in Psicomotricità attraverso proposte originali, innovative e coinvolgenti.

PiCo è composto da un team di esperti che arriva da diversi ambiti della Psicomotricità e condivide professionalità, competenza e passione.

PiCo è la Psico senza la S: la Psicomotricità senza i bambini, ma con i bambini sempre in mente.

Margherita Bauducco

Nata professionalmente come Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, dal mondo adulto mi accorgo di voler tornare […]

Fabio Porporato

Mi ha sempre affascinato lo sguardo un po’ sbilenco e irriverente che hanno i bambini. […]

Cosa vogliamo?

PiCo propone percorsi di formazione di qualità che rappresentano un’opportunità di crescita professionale e personale. Riteniamo che l’aggiornamento sia un bisogno strutturale di ogni professionista che si occupa di Psicomotricità.

PiCo si occupa di pensare e progettare nei minimi dettagli, insieme ai membri del suo team, corsi di formazione continua in Psicomotricità.

PiCo crede nelle contaminazioni, nelle sperimentazioni e per questo troverete ogni mese corsi innovativi e pensati con cura.

PiCo è dedicato agli psicomotricisti e, più in generale, a tutti i professionisti operanti all’interno del mondo della Psicomotricità.

IMPRONTE DI NASCITA

Sabato 28 Novembre 2020 
h. 14 – 17.30

Essere nel mondo partendo dalle prime esperienze di vita

Il tema del periodo primale è oggi molto conosciuto, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza della mamma, ma ancora poco ci si occupa del vissuto del bambino nell’utero e nel primo periodo della vita.
Eppure, su quelle primissime esperienze si plasmano le modalità relazionali che ci accompagneranno per tutta la nostra esistenza, senza che ne abbiamo consapevolezza.

Nel corso, ci occuperemo di cominciare a conoscere le tappe più importanti dello sviluppo del feto e del neonato, esploreremo il tema dei traumi di nascita e porremo particolare attenzione su come la modalità in cui si nasce lasci tracce indelebili nello sviluppo di bambini e adulti.
Parte dell’incontro verrà anche dedicata alle risonanze di nascita che la pandemia sta attivando nei piccoli, riportando alla luce vissuti che molto spesso “i grandi” non riescono a contenere, perché anch’essi inconsapevoli delle proprie risonanze, ma che, come psicomotricisti, siamo chiamati ad incontrare e ad accogliere quando lavoriamo con i bimbi.

Si alterneranno insegnamenti teorici, suggestioni narrative e piccoli momenti esperienziali in un viaggio all’indietro nel tempo, nella nostra storia di esseri umani, perché… “Anche tu sei nato e così come sei nato, così sei nel mondo”.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70

DANZARE LA GEOMETRIA

Sabato 5 Dicembre 2020 
h. 9.00 – 12.30 

Apprendere gli enti geometrici con la danzamovimentoterapia.

Punto, retta, piano. Angolo acuto e angolo ottuso. Concavità e convessità. Traslazione, rotazione, simmetria. E se tutto questo si potesse apprendere con leggerezza danzando?

Si tratta di concetti di base il cui apprendimento è necessario non solo per la carriera scolastica, ma anche per orientarsi nel mondo e per risolvere problemi della quotidianità in modo efficace. Il bambino fa esperienza dello spazio e delle sue strutture sin dalla nascita, ma il passaggio dal piano corporeo intuitivo a quello rappresentativo esplicito non è sempre così facile o immediato. Tornare al corpo vissuto può favorire le connessioni fra percezione, movimento e pensiero. Le emozioni piacevoli del gioco possono predisporre all’apprendimento e la creatività può aprire percorsi nuovi e originali per l’acquisizione di conoscenze.

Attraverso proposte basate su metodi e tecniche della danzamovimentoterapia in questo corso giocheremo a scoprire la geometria che c’è nel corpo e a cui il corpo può dare forma nello spazio attivando possibilità di movimento talvolta sorprendenti.  Musica e immagini saranno di stimolo all’esperienza creativa.

Alle esperienze pratiche faranno seguito riflessioni condivise, considerazioni teoriche e spunti per la pratica professionale.

La danzamovimentoterapia è una disciplina che promuove il benessere e l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale della persona utilizzando il linguaggio del movimento corporeo e della danza e le risorse del processo creativo.  Nata in ambito terapeutico, essa offre validi strumenti anche nel campo della formazione e dell’educazione con persone di ogni età e con qualsiasi livello di abilità.

Come la psicomotricità, anche la danzamovimentoterapia pone il corpo relazionale al centro dei processi di apprendimento utilizzando strumenti affini ma diversi, ragione per cui dialogando possono arricchirsi a vicenda.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70

DISPRASSIA E DISGRAFIA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Sabato 12 Dicembre 2020 
h. 9.00 – 12.30  

L’evoluzione dall’età prescolare in poi: la valutazione, l’educazione, la terapia

L’identificazione precoce dei segnali di allarme, dei segni e sintomi relativi alla disprassia gettano la base per un intervento precoce, preciso ed efficace fin dalla scuola dell’infanzia. Ma una diagnosi di disprassia in età prescolare può essere predittivo di una disgrafia durante la Scuola Elementare?

I principali sistemi di classificazione e diagnosi dei disturbi del neurosviluppo, tra cui il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – Edizione IV TR (DSM IV-TR), per molto tempo hanno inquadrato all’interno della classe dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento scolastico la Disgrafia. Essa è, per definizione, un disturbo dell’apprendimento e dell’automatizzazione della grafia, che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura.
All’interno dell’ultima edizione del DSM-5, tuttavia, la diagnosi e il termine di disgrafia hanno subito un’importante trasformazione. Non vi è loro traccia, infatti, all’interno dei Disturbi dell’Apprendimento scolastico, se non in un breve cenno alla possibilità che i bambini con DSA possano presentare una “perdita di espressione scritta”, intesa anche in termini di qualità motoria della grafia.

Troviamo invece il termine di disgrafia tra i segni e le caratteristiche del Disturbo di Sviluppo della Coordinazione Motoria, le cui implicazioni sensoriali, di coordinazione oculo-manuale e oculo-motoria globale, di motricità fine, di postura, delle funzioni esecutive, trovano nell’approccio terapeutico integrato del TNPEE e nell’intervento neuropsicomotorio centrato su interazione tra funzioni e strutture corporee, specifico per fasce di età e per singoli
stadi di sviluppo, una risposta coerente con la complessità del disturbo.

Spesso, ci troviamo di fronte a bambini con DISGRAFIA e/o DISPRASSIA che manifestano diverse comorbidità tra cui Disturbi d’ansia, Disturbi del comportamento, Disturbi dell’umore, ADHD (Deficit dell’attenzione e iperattività), Disturbi di carattere somatico. Il bambino può anche dimostrare ridotto interesse e motivazione nello studio o nella vita quotidiana, scarsa autostima, difficoltà nel ragionamento logico…generando un circolo vizioso di potenziamento reciproco.

Il corso si prefigge lo scopo di formare gli operatori rispetto alle varie aree di interesse relative all’individuazione dei segni e sintomi precoci della disprassia, analizzandola in ottica evolutiva come un continuum verso la disgrafia. Si getteranno le basi teoriche per individuare e valutare i due disturbi e attraverso attività pratiche a anche esperienziali si forniranno spunti educativo/terapeutici per supportare lo sviluppo del bambino, la sfera emotiva e le abilità prassiche e grafomotorie.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70

Presentazione

Ecco chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.

Settembre 1, 2020

Nuovi inizi

Ci sono stati tempi nei quali Settembre era un mese difficile e faticoso per me. […]

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Luglio 16, 2020

Sostare nella fatica. So stare nella fatica?

Ci sono alcuni giorni nei quali fare un lavoro di cura con i bambini è […]

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Luglio 16, 2020

Lo sguardo

All’inizio fu il contatto, poi il contatto si trasformò e lo sguardo accorciò le distanze. […]

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Luglio 16, 2020

Scattiamoci

Quando si è talmente presi dal creare lo scatto giusto con la giusta apertura, la […]

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Giugno 17, 2020

Quando tutto va storto, resta storto anche tu!

Oggi è un giorno strano, uno di quei giorni nei quali tutto va storto e […]

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Picopillole

“Divenire sensibili alla comunicazione vuol dire prima di tutto essere consapevoli dello scambio di messaggi tra me e l’altro. Riuscire a comprendere in cosa consiste questo messaggio tonico emozionale in me stesso, vuol dire sapere cosa dico a me stesso e cosa trasmetto all’altro. Leggere nell’altro tale dialogo può aiutare a comprendere il suo cammino interiore nel senso letterale di prendere con sé.”

J. Lerminiaux

“Il corpo in movimento, nella sua agitazione emozionale e creatrice, non è ammesso nella scuola se non durante la “ricreazione”… É la vita troppo a lungo contenuta che esplode. Da parte nostra, è precisamente questa vita, questo movimento, che ci interessano e con i quali vogliamo lavorare, perché sono la sola espressione autentica del bambino:”

A. Lapierre, B. Aucouturier

”Se il bambino saprà giocare e vivere bene il proprio corpo nelle emozioni suscitate dal piacere del gioco sensomotorio, lentamente potrà superare la paura che blocca l’uso del linguaggio”

G. Nicolodi

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