Chi siamo?

PiCo è la prima piattaforma in Italia che propone percorsi di formazione continua in Psicomotricità, online e in presenza, dove aspetti teorici si integrano a stimoli pratici e sperimentazioni personali.

PiCo è nata per soddisfare il bisogno di formazione in Psicomotricità attraverso proposte originali, innovative e coinvolgenti.

PiCo è composto da un team di esperti che arriva da diversi ambiti della Psicomotricità e condivide professionalità, competenza e passione.

PiCo è la Psico senza la S: la Psicomotricità senza i bambini, ma con i bambini sempre in mente.

Margherita Bauducco

Nata professionalmente come Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, dal mondo adulto mi accorgo di voler tornare […]

Fabio Porporato

Mi ha sempre affascinato lo sguardo un po’ sbilenco e irriverente che hanno i bambini. […]

Cosa vogliamo?

PiCo propone percorsi di formazione di qualità che rappresentano un’opportunità di crescita professionale e personale. Riteniamo che l’aggiornamento sia un bisogno strutturale di ogni professionista che si occupa di Psicomotricità.

PiCo si occupa di pensare e progettare nei minimi dettagli, insieme ai membri del suo team, corsi di formazione continua in Psicomotricità.

PiCo crede nelle contaminazioni, nelle sperimentazioni e per questo troverete ogni mese corsi innovativi e pensati con cura.

PiCo è dedicato agli psicomotricisti e, più in generale, a tutti i professionisti operanti all’interno del mondo della Psicomotricità.

DISPRASSIA E DISGRAFIA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Sabato 27 Febbraio 2020 
h. 9.00 – 12.30  

L’evoluzione dall’età prescolare in poi: la valutazione, l’educazione, la terapia

L’identificazione precoce dei segnali di allarme, dei segni e sintomi relativi alla disprassia gettano la base per un intervento precoce, preciso ed efficace fin dalla scuola dell’infanzia. Ma una diagnosi di disprassia in età prescolare può essere predittivo di una disgrafia durante la Scuola Elementare?

I principali sistemi di classificazione e diagnosi dei disturbi del neurosviluppo, tra cui il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – Edizione IV TR (DSM IV-TR), per molto tempo hanno inquadrato all’interno della classe dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento scolastico la Disgrafia. Essa è, per definizione, un disturbo dell’apprendimento e dell’automatizzazione della grafia, che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura.
All’interno dell’ultima edizione del DSM-5, tuttavia, la diagnosi e il termine di disgrafia hanno subito un’importante trasformazione. Non vi è loro traccia, infatti, all’interno dei Disturbi dell’Apprendimento scolastico, se non in un breve cenno alla possibilità che i bambini con DSA possano presentare una “perdita di espressione scritta”, intesa anche in termini di qualità motoria della grafia.

Troviamo invece il termine di disgrafia tra i segni e le caratteristiche del Disturbo di Sviluppo della Coordinazione Motoria, le cui implicazioni sensoriali, di coordinazione oculo-manuale e oculo-motoria globale, di motricità fine, di postura, delle funzioni esecutive, trovano nell’approccio terapeutico integrato del TNPEE e nell’intervento neuropsicomotorio centrato su interazione tra funzioni e strutture corporee, specifico per fasce di età e per singoli
stadi di sviluppo, una risposta coerente con la complessità del disturbo.

Spesso, ci troviamo di fronte a bambini con DISGRAFIA e/o DISPRASSIA che manifestano diverse comorbidità tra cui Disturbi d’ansia, Disturbi del comportamento, Disturbi dell’umore, ADHD (Deficit dell’attenzione e iperattività), Disturbi di carattere somatico. Il bambino può anche dimostrare ridotto interesse e motivazione nello studio o nella vita quotidiana, scarsa autostima, difficoltà nel ragionamento logico…generando un circolo vizioso di potenziamento reciproco.

Il corso si prefigge lo scopo di formare gli operatori rispetto alle varie aree di interesse relative all’individuazione dei segni e sintomi precoci della disprassia, analizzandola in ottica evolutiva come un continuum verso la disgrafia. Si getteranno le basi teoriche per individuare e valutare i due disturbi e attraverso attività pratiche a anche esperienziali si forniranno spunti educativo/terapeutici per supportare lo sviluppo del bambino, la sfera emotiva e le abilità prassiche e grafomotorie.

Martina Verdese si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70

A CORPO LIBERO

Sabato 6 Marzo 2021 
h. 9.00 – 12.30  

Psicomotricità senza materiali nel contesto scolastico

Avete presente quella sensazione di leggero timore quando state per chiedere alla scuola “che materiali avete?” E la creatività si attiva per reperire materiali di recupero e ridistribuire moduli, teli, e bastoni nelle diverse scuole che seguite.

Se sapete di cosa sto parlando, questo incontro formativo vi può essere utile. 

Quando mi hanno proposto di fare un progetto senza materiali, la mia preoccupazione era quella di snaturare la psicomotricità e ridurla ad attività motoria. Nei colloqui iniziali con le insegnanti mi sorprendevo a ripetere che non era proprio psicomotricità quella che avremmo fatto.  Alla fine del percorso affermavo con gioia e consapevolezza che sì, avevamo fatto proprio psicomotricità. 

Mi piacerebbe che la mia esperienza possa essere uno spunto per tutti i professionisti, anche in formazione, che vogliano allargare lo sguardo psicomotorio e il loro bagaglio esperienziale. Io avrei voluto questi spunti prima di iniziare il mio percorso. 

Di cosa parleremo durante il nostro incontro?

  • Organizzazione del percorso: tra proposte dell’adulto e libertà espressiva dei bambini
  • Coinvolgimento delle insegnanti
  • Struttura e attività delle singole sedute 
  • Cornice narrativa come contenitore dell’esperienza 

Faremo anche un’attività pratica in gruppi per progettare una seduta “A corpo libero”

Silene Garbarino si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70,00

I RITMI DEL FLUSSO DI TENSIONE MUSCOLARE NELLO SVILUPPO DEL BAMBINO

Sabato 20 Febbraio 2021 
h. 9.00 – 12.30  

Dal Profilo di Movimento di Kestenberg  al flusso di tensione per un’analisi del movimento e delle prime interazioni

Manifestazione della qualità elastica del tessuto vivente nella relazione tra muscoli agonisti e antagonisti, il flusso di tensione muscolare esprime impulsi, bisogni ed emozioni del bambino. Già nel feto e nel neonato sono presenti variazioni ritmiche delle sue qualità che risultano in relazione con le funzioni fisiologiche e che costituiscono modalità di ricerca della gratificazione a un bisogno primario fisico o emotivo legato alle tappe di sviluppo.

Ritmi e attributi del flusso di tensione muscolare raccontano del modo in cui il bambino nel corso dello sviluppo impara a gestire e a rapportarsi con la realtà interna ed esterna. Osservabili in qualsiasi fase evolutiva anche nel più piccolo movimento di una parte del corpo, essi parlano delle attitudini e del temperamento della persona, descrivono il suo modo di esprimere gli affetti, manifestano l’equilibrio fra la spontaneità e il controllo nel comportamento.

In questo corso affronteremo l’argomento introducendo il Profilo di Movimento Kestenberg. Alternando momenti teorici ed esperienze pratiche, esploreremo la rassegna di pattern motori che questo sistema di osservazione e analisi del movimento offre, soffermandoci sulla connessione da esso evidenziata con processi psicologici specifici in relazione alle diverse tappe di sviluppo del bambino.

Verrà inoltre evidenziata l’utilità di questo modello nella pratica professionale di terapisti e non terapisti con approcci teorici differenti, quale supporto all’osservazione e alla comprensione del movimento in termini evolutivi.

Fiorella Rubino si presenta.

Al termine del corso verrà rilasciato attestato di partecipazione e materiale didattico.

online

3.5 h

70

Presentazione

Ecco chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.

Settembre 1, 2020

Nuovi inizi

Ci sono stati tempi nei quali Settembre era un mese difficile e faticoso per me. Perché rappresentava, prima di tutto, la fine delle vacanze ed iniziava di nuovo la solita vita con i soliti ritmi.

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Picopillole

“Divenire sensibili alla comunicazione vuol dire prima di tutto essere consapevoli dello scambio di messaggi tra me e l’altro. Riuscire a comprendere in cosa consiste questo messaggio tonico emozionale in me stesso, vuol dire sapere cosa dico a me stesso e cosa trasmetto all’altro. Leggere nell’altro tale dialogo può aiutare a comprendere il suo cammino interiore nel senso letterale di prendere con sé.”

J. Lerminiaux

“Il corpo in movimento, nella sua agitazione emozionale e creatrice, non è ammesso nella scuola se non durante la “ricreazione”… É la vita troppo a lungo contenuta che esplode. Da parte nostra, è precisamente questa vita, questo movimento, che ci interessano e con i quali vogliamo lavorare, perché sono la sola espressione autentica del bambino:”

A. Lapierre, B. Aucouturier

”Se il bambino saprà giocare e vivere bene il proprio corpo nelle emozioni suscitate dal piacere del gioco sensomotorio, lentamente potrà superare la paura che blocca l’uso del linguaggio”

G. Nicolodi

Contattaci per informazioni: formazione@picomotricita.it

| Fabio Porporato tel. +39 347 8962726 - P.IVA 10811970010 | Margherita Bauducco tel. +39 340 6510761 - P.IVA 10806720016

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